15.05.2012
Il documento proposto dalla Commissione Lea sugli standard per strutture semplici e complesse
In allegato il Documento sugli standard per l'individuazione di strutture semplici e complesse trasmesso dal Ministero della Salute agli Assessorati alla Sanità delle Regioni ai primi di Aprile 2102. Le Regioni con Piano di Rientro dai disavanzi sanitari sono tenute ad emanare, entro il 31 dicembre 2012, apposite direttive alle aziende per l'adozione di specifici provvedimenti di riorganizzazione aziendale al fine di "contenere" il numero delle strutture semplici e complesse entro i limiti previsti dagli standard individuati. Le altre Regioni non sottoposte ai Piani di Rientro dovranno relazionare in merito alle iniziative adottate ai fini di un adeguamento graduale agli standard individuati. Si chiarisce che quando si parla di strutture ci si riferisce a quelle previste dagli atti regionali ed aziendali. Gli standard sono di 17,5 posti letto per struttura complessa ospedaliera. Per le strutture complesse territoriali per le Regioni con popolazione superiore a 2,5 mln lo standard si ottiene dividendo la popolazione per 13.515, per quelle con meno di 2,5 mln di abitanti va divisa la popolazione per 9.158. Il numero delle strutture semplici deve essere in rapporto di 1,31 con quelle complesse. In generale a livello nazionale si dovrebbero tagliare circa 3mila strutture complesse e 14mila strutture semplici con una maggiore penalizzazione delle strutture territoriali rispetto a quelle ospedaliere. Scarica il documento
15.05.2012
Spending review: giro di vite sulla sanità
Si dovrebbero concentrare soprattutto sulla Sanità le attenzioni di Enrico Bondi, il commissario per la spending review del governo Monti. Il piano operativo dell'ex manager Parmalat dovrebbe essere consegnato ufficialmente entro la fine della settimana ma le indiscrezioni che arrivano dall'esecutivo mettono il Servizio sanitario tra i primi destinatari degli interventi di razionalizzazione. Nel mirino, in particolare, dovrebbero finire gli acquisti: nelle sue indagini, infatti, Bondi ha scoperto che la Consip (la società del ministero delle Finanze per la centralizzazione delle gare d'acquisto) riesce a svolgere il suo ruolo soltanto in parte, perché i dati relativi a prezzi e offerte vengono inviati e registrati soltanto a mesi di distanza rendendo inutili le comparazioni. Di qui la proposta, che dovrebbe far parte del piano di spending review, perché entro luglio l'Autorità di vigilanza sui contratti pubblici metta on line i prezzi di farmaci e dispositivi medici. L'obiettivo è quello di fare in modo che le offerte avanzate dai fornitori vengano incrociate in tempo reale con i valori della banca dati, in modo da valutarne congruità e convenienza all'atto dell'offerta e permettere all'amministrazione di bloccare l'acquisto in caso di scostamenti ingiustificati. Intanto alla voce Sanità altri risparmi dovrebbero realizzarsi a breve grazie alla chiusura di circa 11mila strutture pubbliche tra consultori, ambulatori di salute mentale, Sert e via di seguito. Niente a che vedere con la spending review: l'operazione è frutto di un documento firmato a marzo dai dicasteri di Salute ed Economia e ora all'esame nelle Regioni sottoposte a Piani di rientro. In sostanza, il provvedimento rivede i parametri relativi all'istituzione di strutture semplici e complesse e obbliga gli assessorati ad adeguarsi ai nuovi standard entro la fine dell'anno. Secondo alcune stime, nel solo Lazio dovranno chiudere più di 1.200 strutture, in Piemonte poco meno di 1.900, in Campania addirittura quasi novemila. Fonte: DoctorNews
14.05.2012
Il 15 maggio ci si mobilita per la Formazione Specifica in MG
SIT IN A ROMA DEI FUTURI MEDICI DI FAMIGLIA
E' stata indetta per il 15 maggio da parte di organizzazioni di giovani medici (SIGM, SIMGIF, Comitati autonomi regionali) una giornata di mobilitazione nazionale, con un sit in che si terrà a Roma in piazza Montecitorio, per richiamare l'attenzione sulla Formazione Specifica in Medicina Generale a distanza di venti anni dalla sua istituzione. Si vuole evidenziare, principalmente, l'esigenza sia di un percorso d'istruzione qualitativamente migliore sia di un "contratto di formazione" (simile a quello degli specializzandi) sostitutivo della attuale borsa di studio. Il Simet condivide quanto è rappresentato da queste organizzazioni e le invita a difendere con autonomia e coraggio il mondo della Formazione Specifica in Medicina Generale da interessi e logiche che ne possono mortificare il mandato formativo. Giancarlo Testaquatra
10.05.2012
Triplicata la diagnostica a pagamento per le lunghe liste di attesa
Oltre il 18% sceglie il privato
Triplicato, nel giro di sette anni, il numero di pazienti che ha effettuato accertamenti tramite diagnostica per immagini in strutture private a pagamento intero, con un passaggio dal 5,6% nel 2005 a oltre il 18% nel 2011. E se i tempi di attesa sono stimati a un quarto rispetto alla sanità pubblica, i costi sono pari a tre volte di più. A scattare la fotografia la ricerca del Censis sui dispositivi medici, presentata ieri a Roma. Secondo quanto emerge, tra le ragioni per cui i pazienti si rivolgono alle strutture private ci sono le liste d'attesa, troppo lunghe nel pubblico. Qui occorrono in media 58 giorni per accedere ad accertamenti tramite la diagnostica per immagini, contro i 38 giorni necessari nelle strutture convenzionate e i 15 giorni in quelle private. Un dato su cui riflettere anche perché secondo il Censis sono più di due milioni le persone che dichiarano che nel 2011, grazie a un accertamento diagnostico eseguito tramite la Tac, la risonanza magnetica, l'ecografia, la mammografia o un test di laboratorio, hanno scoperto di essere affette da una patologia grave, potenzialmente mortale, riuscendo così a curarsi per tempo. Immediata la reazione di Federconsumatori, che in una nota denuncia come tra i risultati di questa situazione vi sia una «spesa privata per la salute che è cresciuta fino a 30,6 miliardi di euro, con un incremento tra il 2007 e il 2010 dell'8%». La politica fallimentare dei tagli, incalza Federconsumatori, «sta producendo danni irreversibili al Servizio sanitario nazionale e discriminazioni inaccettabili nei confronti dei cittadini in difficoltà» con italiani che «spendono troppo di tasca propria» e«ricorrono al low cost con relativa caccia alle offerte». In questo quadro, «ci allarmano le notizie di un possibile superamento dei ticket e delle esenzioni, che verrebbero sostituiti da un sistema a franchigia, una specie di sanitometro, i cui criteri e modalità sono ancora poco chiari. Non è accettabile che siano i cittadini a pagare il risparmio sulla sanità». Fonte DoctorNews
05.05.2012
Ipotesi di Intesa sul Pubblico Impiego
Pubblichiamo l'Ipotesi di intesa sul lavoro pubblico (compresa la dirigenza medico - veterinaria) Governo-Regioni-ANCI-UPI-OO.SS del 3 maggio 2012. La ratifica dovrà arrivare alla fine della prossima settimana, con il passaggio anche in conferenza Stato-Regioni, ma intanto un primo accordo sembra raggiunto tra Governo, autonomie locali e sigle sindacali attorno al protocollo che dovrebbe dettare le linee di intervento per il legislatore sulla riforma del pubblico impiego. Presupposto del protocollo è che «la logica dei tagli lineari ha effettivamente ridotto la spesa pubblica, ma non ha favorito il diffondersi della cultura dell'ottimale organizzazione delle risorse, secondo principi di efficienza, efficacia ed economicità», mentre «la situazione di crisi impone che siano create condizioni di misurabilità, verificabilità e incentivazione della qualità dei servizi e delle funzioni pubbliche in modo da valorizzare le professionalità dei lavoratori pubblici ed avere parametri significativi per le politiche premiali nei loro confronti». Dai sindacati arriva un giudizio positivo: si tratta di un passo importante per la dirigenza medico-veterinaria con il ritorno al contratto nazionale di lavoro con funzione regolatoria sia dell'assetto retributivo che sui rapporti di lavoro, e il riaffidamento delle potestà contrattuali che erano state sottratte dalle leggi Brunetta. Ci sono la ripresa di un percorso di superamento del precariato, nuove norme sulla mobilità, la prevalenza della perfomance organizzativa su quella individuale, con il superamento del principio delle tre fasce brunettiane di meritocrazia. Per la dirigenza importanti sono la garanzia di una effettiva autonomia rispetto all'organo di indirizzo politico, il pieno riconoscimento del ruolo negoziale e delle prerogative delle specifiche rappresentanze nei luoghi di lavoro, l'incentivazione legata alla relazione con le risorse disponibili e gli obbiettivi prefissati. Protocollo_definitivo_3_5_2012.pdf
09.05.2012
DDL GOVERNO CLINICO: NO A CONFLITTI TRA ISTITUZION
Il comunicato stampa dell'Intersindacale
All'esame della Commissione Affari Sociali della Camera torna il ddl “Governo Clinico” dopo l'entrata a gamba tesa della Conferenza delle Regioni con valutazioni che lasciano fortemente perplessi. La Conferenza critica il ruolo di organo dell'azienda attribuito dal ddl al Collegio di direzione, dimenticando che le leggi approvate da alcune Regioni, compresa quella del suo Presidente, da tempo prevedono tale configurazione giuridica come anche la selezione di una terna di candidati da sottoporre al Direttore Generale per la nomina “fiduciaria” dei direttori di struttura complessa, che si vorrebbe eliminare dal testo malgrado esprima una scelta debole rispetto ad una meritocratica graduatoria. E stigmatizza la mancata previsione dell'obbligo del rapporto esclusivo per i direttori di struttura, dimenticando che la Corte Costituzionale ha riconosciuto alle Regioni la possibilità di auto-regolarsi in materia e che le stesse Regioni, attraverso una interpretazione bizzarra dell'art.9 della L.122/2010, minano “alla base il principio di appartenenza” rifiutandosi di pagare l'indennità di esclusività al raggiungimento dei 5 e 15 anni di servizio. Nessun rapporto fiduciario viene invece invocato, allorquando è l'università a nominare direttamente i direttori di struttura complessa nelle Aziende Ospedaliero-Universitarie e nessuna invadenza lamentata se il MIUR concede ai medici universitari di raggiungere il limite di quiescenza di 70 anni per fini assistenziali che nulla hanno a che vedere con le proprie competenze. Viene anche ritenuta eccessiva l'autonomia professionale dei medici e dei dirigenti sanitari che si vuole sottoposta, piuttosto che alla difesa del diritto alla salute dei cittadini, a scelte aziendali ancorate a logiche di risparmio e di tagli indistinti dei servizi. Il regionalismo in sanità non può di fatto tradursi in una pratica di “sindacato”, spinta fino al conflitto tra istituzioni, che rifiuta ogni atto di indirizzo nazionale in un ambito, quello del diritto alla salute, tutelato dalla Costituzione, né in un neocentralismo che marginalizza nelle gestione delle aziende sanitarie sia la comunità professionale sia le comunità locali. E' ora che il Parlamento recuperi il proprio ruolo. Comunicato Intersindacale
03.05.2012
L'ARAN precisa: per i dipendenti pubblici nessun incremento
Precisazioni dell'Aran in merito al comunicato stampa Istat sulle retribuzioni contrattuali riferito al mese di marzo che rileva, rispetto al mese di febbraio, una crescita nulla dell’indice generale delle retribuzioni contrattuali e un aumento dell’1,2% rispetto a marzo 2011. L'Agenzia per la Rappresentanza Negoziale delle Pubbliche Amministrazioni sottolinea che, "data l’ormai invariabilità dei valori riguardanti il complesso della pubblica amministrazione (dirigenti e non dirigenti, contrattualizzati e non), la variazione tendenziale sopra media si registra ancora una volta unicamente per i dipendenti del settore privato, con un +1,7%." .
26.04.2012
CHIARIMENTI INPS SUGLI OBBLIGHI CONTRIBUTIVI
L'Istituto Nazionale di Previdenza Sociale ha emanato la circolare n. 57 del 20 aprile 2012, di chiarimenti sul regime contributivo e sui corretti adempimenti contributivi da parte delle strutture sanitarie iscritte alla ex Gestione Inpdap con riferimento agli emolumenti corrisposti al personale dirigenziale medico e veterinario con iscrizione alla ex Cassa Pensioni Sanitari, corrisposti per le prestazioni di attività libero professionale intramuraria. Scarica la circolare
20.04.2012
Intersindacale chiede incontro a Balduzzi ed Errani
ODG: Tavoli tecnici e documento su professioni sanitarie
Fissare un incontro per discutere il destino dei tavoli tecnici Ministero-sindacati e quello della libera professione intramoenia allargata che scade il 30 giugno prossimo. E ancora, un confronto sul documento del tavolo di lavoro sulle professioni sanitarie. E' la richiesta avanzata dall'intersindacale medica e sanitaria che questa mattina ha inviato al Ministro della Salute, Renato Balduzzi, al Presidente della Conferenza delle Regioni, Vasco Errani e agli Assessori alla sanità, una lettera per indicare le priorità da definire nell'immediato. Leggi le lettere






