Primo Piano
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17.06.2013

Save the date!

Il Congresso Simet a dal 19 al 22 settembre nel Salento

ECM: "Quel che resta del CCNL"

Si terrà dal 19 al 22 settembre prossimi il Congresso Nazionale SIMET nell'Alto Salento. La sede è il Riva Marina Resort Club Ostuni di Carovigno (visita l'hotel). L'hotel, situato a pochi passi dall’oasi naturalistica di Torre Guaceto, tra baie e insenature indimenticabili, dista solo 11 chilometri da Ostuni, la perla bianca del Salento.  Il Centro Storico di Ostuni è unico al mondo, con i suoi vicoli, il panorama, la cattedrale, i musei, le chiese ricche d’arte e tradizioni, le case tipiche in pietra, l’immensa cultura gastronomica con i suoi piatti tipici, il mare  con le sue bellissime insenature e spiagge lungo tutta la costa. Ostuni sembra costruita di luce e di bianco, visitarla è un’esperienza indimenticabile.

Il congresso, cui parteciperanno esponenti politici e sindacali nazionali, prevede:
Giovedì19 settembre - Pomeriggio arrivo e registrazione partecipanti, Riunione Segreteria Nazionale, Cena di benvenuto.
Venerdì 20 settembre - Mattina: Inaugurazione Congresso, saluto Autorità, apertura lavori, interventi preordinati. Pomeriggio: ECM. 
Cena di Gala.
Sabato 21 settembre - Mattina: Lavori sindacali e interventi preordinati. Pomeriggio libero
Domenica 22 settembre - Mattina: Interventi dei Consulenti, Conclusioni Congresso, pranzo di arriverderci.

SCHEDA ISCRIZIONE CONGRESSO DA RINVIARE COMPILATA ENTRO E NON OLTRE IL 18 AGOSTO 2013

In Rilievo
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11.06.2013

Sentenza Tar Lazio in materia di contribuzione da ragione all'Onaosi

Presso il TAR Lazio pendeva, dall’inizio del 2011, un delicato contenzioso sulla materia della contribuzione, avviato da un contribuente della Fondazione e che investiva nuovamente le norme fondanti il sistema di finanziamento dell’Ente; Il ricorso, che attaccava in particolare il Regolamento per la riscossione dei contributi obbligatori e volontari approvato con Decreto Interministeriale del 31.7.2003 e le Deliberazioni con le quali l’Ente nel corso del 2007/2008 ha determinato la misura dei contributi da versare da parte dei sanitari iscritti, era inoltre accompagnato da una richiesta di sospensione di tali provvedimenti che rappresentava un’ulteriore minaccia per la gestione delle attività della Fondazione. E' notizia di oggi che il TAR Lazio  con la Sentenza n. 5675/2013, da ragione all'Onaosi respingendo tale tentativo e dichiarando l’estinzione del giudizio ai sensi del Decreto Balduzzi, compensando le spese. Una vittoria dell'Ente che chiude una difficile stagione di pesanti contrasti giudiziari e stabilisce in modo chiaro e definitivo il sistema di contribuzione e quindi sostegno finanziario della Fondazione.

Consulenze

- Trattamento previdenziale (pensioni, TFR)
Ogni primo e terzo lunedí del mese dalle 10.30 alle 12.30 presso la Sede Nazionale. [info]

- Consulenza trattamento economico (buste paga)
Ogni primo giovedí del mese dalle 17.00 alle 19.00 presso la Sede Nazionale. [info]

Bacheca
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06.03.2013

SIMET firma la convenzione con Galeno

Nuovi servizi per gli iscritti

Il SIMET ha firmato una convenzione con Galeno, la Cassa pensata dai medici per i medici. Galeno è una alternativa originale e innovativa rispetto alle altre forme di assistenza sanitaria e di previdenza integrativa. E’ stata creata per tutelare i medici e le proprie famiglie dagli imprevisti che possono accadere in tutte le fasi della vita. Il medico che aderisce a Galeno non è solo un assicurato ma prima di tutto un Socio che prende attivamente parte alla vita associativa. Per ulteriori informazioni o per ricevere materiale informativo: Enzo Biscu (Referente Commerciale) Cellulare: 339/1915398 n. verde: 800 99 93 83 –f ax: 06/44 24 87 05 Mail: enzo.biscu@cassagaleno.com

Leggi il redazionale    Vai al sito Galeno



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11.02.2013

Contenimento delle spese per il personale Ssn, il documento interpretativo delle Regioni

In relazione alla circolare n° 16/2012 , la Conferenza delle Regioni e delle Province autonome ha approvato, nella seduta del 7 febbraio, il documento: "Interpretazione delle disposizioni del Decreto 31/5/10 n° 78 in materia di contenimento delle spese del personale delle amministrazioni pubbliche per i dipendenti delle Regioni e delle Province autonome e del Servizio Sanitario Nazionale" . Leggi documento


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31.01.2013

Legge di Stabilità: stralcio delle disposizioni relative a sanità e politiche sociali

La Segreteria della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome (Settore Salute e Politiche Sociali), ha elaborato lo lo stralcio delle disposizioni relative alla sanità e alle politiche sociali, contenute nella L. 24 dicembre 2012, n. 228 Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato (Legge di stabilità 2013) e predisposto l’elenco dei provvedimenti da emanare in sede di conferenza stato regioni e conferenza unificata ai sensi della stessa legge 24 dicembre 2012, n. 228. PROVVEDIMENTI

 


03.12.2012

Ripristino TFS, chiarimenti INPS

DL 185/2012: cosa cambia

L'art. 12, comma 10, del D.L. n. 78/2010 -convertito in L. n. 122/2010- prescrive che il computo dei trattamenti di fine servizio per i lavoratori alle dipendenze delle pubbliche amministrazioni, con riferimento alle anzianità contributive maturate a decorrere dall'01.01.2011, avvenga secondo la disciplina di cui all'art. 2120 Cod. Civ., con l'applicazione di un'aliquota del 6,91% sull'intera retribuzione, e quindi una liquidazione di entità minore, ed, in maniera del tutto illegittima, aveva mantenuto la trattenuta a carico del dipendente del 2,50%, creando la disparità di trattamento con i dipendenti privati cassata dalla Corte Costituzionale. E' successivamente intervenuto il DL 185/2012 che ha abrogato la norma con effetto retroattivo dal 1 gennaio 2011. In pratica il D.L. dispone che: 1) E' ripristinato il TFS fin dal 01/01/2011. Quindi per i lavoratori già in servizio al 31/12/2000 tornano al regime di TFS. 2) La trattenuta del 2,5% rimane quindi in vigore, essendo collegata al regime del TFS). 3) Nulla è dovuto ai lavoratori nemmeno come arretrati delle trattenute effettuate, non essendo di fatto cambiato nulla. 4) Gli effetti di eventuali sentenze sono annullati d'ufficio, salvo sentenze già passate in giudicato, cioè definitive. I processi pendenti sono annullati. 5) I TFS già liquidati in base alla norma abolita sono ricalcolati d'ufficio: se il risultato è favorevole al lavoratore viene pagata l'integrazione, se invece è sfavorevole non si procede al recupero di quanto avuto in eccedenza. Nulla cambia nemmeno per i lavoratori assunti dal 01/01/2001, in quanto erano già soggetti al regime di TFR e per i quali la norma di riferimento è un'altra (e non è mai stata in discussione). Alla luce di quanto sopra, occorre attendere la conversione del DL 185 (è dubbia la possibilità di una retroattività di quasi due anni); se verrà convertito la trattenuta del 2,5% rimarrà e quindi non vi sarà alcuna restituzione. Il consiglio è quindi di aspettare che il DL 185 diventi o meno legge e dopo valutare le opportune iniziative, anche giudiziarie alla luce del testo approvato. Trattenuta del 5 e del 10% sui redditi superiori rispettivamente a 90.000 e 150.000 euro . Tale trattenuta rimane illegittima e bisogna presentare istanza di restituzione, come da modello alegato. Modulo rimborso

ISTRUZIONI PER AMMINISTRAZIONI EX GESTIONI INPDAP SU RIPRISTINO TFS POST DL 185/2012 E SENTENZA CONSULTA N.223/2012 Scarica circolare INPS


12.11.2012

Il Balduzzi in Gazzetta Ufficiale

Il decreto Balduzzi tra fiducia e scontento

Prima attuazione prevista il 30 novembre per l'intramoenia

Approvato in via definitiva il Decreto Balduzzi, votato con la fiducia al Senato, nella versione uscita dalla Camera a fine ottobre che aveva recepito rispetto alla stesura iniziale le indicazioni della commissione Bilancio. Il testo licenziato vede quindi la conferma della bocciature di alcune norme come quelle che prevedevano le fatture dettagliate per l'intramoenia, la copertura assicurativa obbligatoria da parte delle strutture pubbliche (con la possibilità di azione diretta del paziente all'assicuratore), l'età pensionabile a 70 anni per i medici e i dirigenti Ssn e il prepensionamento per chi avesse raggiunto i requisiti al 31 dicembre 2014. Tra le altre modifiche che rimangono nella versione finale quelle del capitolo cure primarie: in particolare, ruolo unico, formazione del Mmg e utilizzo del personale dipendente nelle strutture territoriali, secondo la versione uscita dalla Camera, devono avvenire senza costi aggiuntivi per la finanza pubblica. Pure la deroga al turn over nelle Regioni con piani di rientro - passata dal 20% al 15%, solo rispetto a necessità di erogazione dell'assistenza e comunque con autorizzazione di Economia, Salute, Affari regionali - rimarrà così. Confermata anche l'eliminazione del fondo per le ludopatie, mentre rimane il loro inserimento nei Lea. Ora, in attesa che il decreto entri in vigore, è già iniziato il conto alla rovescia per l'attuazione delle misure previste. Primo appuntamento al 30 novembre: per quella data si dovranno essere delineare le modalità tecniche per la realizzazione dell'infrastruttura di rete per il controllo dell'attività intramoenia, prorogata fino a fine anno. Sempre in questo capitolo, la fine dell'anno costituisce scadenza anche per le Regioni per la ricognizione degli spazi. Anche l'aggiornamento dei Lea delle malattie croniche e rare dovrà avvenire entro il 31 dicembre, mentre l'adeguamento delle convenzioni di Mmg, pediatri e specialisti ambulatoriali è entro 180 giorni, così come la tracciabilità per la libera professione. Molti i senatori delusi. «Si era parlato di possibili modifiche invece c'è stato un arroccamento, non abbiamo apprezzato questo modo di procedere del ministro Balduzzi» si può riassumere in questa posizione del capogruppo del Pdl Maurizio Gasparri la delusione di molti senatori della maggioranza che non hanno votato la fiducia al decreto. Così Ignazio Marino: «Non posso votare una riforma della sanità a costo zero. Una riforma in cui si garantisce per legge ai cittadini ciò che non si può mantenere: questo decreto, infatti, non stanzia un euro per l'apertura di ambulatori medici 24 ore al giorno 365 giorni all'anno, rendendo fin dall'inizio questa auspicabile innovazione lettera morta». Ai senatori delusi il ministro ha promesso che tutti i correttivi ipotizzati potranno trovare applicazione nel Ddl omnibus dell'ex ministro della salute Ferruccio Fazio. Lo stesso Balduzzi, in un'intervista al Sole 24 Ore, è poi tornato a parlare di riforma dei ticket e Patto per la salute come prossimi capitoli da affrontare. Per i primi, l'ipotesi di lavoro pare ruotare intorno a un modello con una franchigia fissata al 3 per mille del reddito, oltre la quale i servizi diventerebbero tutti a carico della sanità pubblica. Tradotto, significa una compartecipazione di 30 euro per un pensionato con 10 mila euro di reddito, di 120 euro per un lavoratore con 40 mila euro di reddito, di 300 euro in per un professionista con 100.000 euro di reddito. Il Patto per la Salute, come ipotizzato dallo stesso ministro alcune settimane fa, poteva trovare posto già nella legge di stabilità ma, ha precisato, «non necessariamente» perché «il veicolo legislativo può essere deciso anche nel 2013, visto che la riforma scatterà nel 2014». Riforma dei ticket e Patto restano però una doppia partita tutta in salita, visto che non più tardi di qualche settimana fa le Regioni, per bocca del presidente della Conferenza Vasco Errani, si sono dette preoccupate per il contraccolpo della legge di stabilità «su sanità, istruzione e servizi sociali», perché i nuovi tagli rischiano di compromettere la possibilità di erogare servizi. Il ministro però sente la responsabilità di cercare di arrivare a un risultato e ribadisce che «il Patto è la cornice che tiene il tutto, senza il Ssn sarebbe più debole». «Farò di tutto fino all'ultimo giorno del mio mandato - promette - per superare gli ostacoli che lo bloccano». Fonte: DoctorNews

Testo Balduzzi Gazzetta


16.04.2012

Al via la raccolta di firme per la contribuzione volontaria ridotta

Parte oggi ad iniziativa di molti sindacati medici la raccolta firme delle firme dei medici del Servizio Sanitario Nazionale per la petizione per il ripristino immediato della contribuzione ridotta su base volontaria di circa il 50% dell'attuale quota A del Fondo di Previdenza Generale dell'Enpam.

La petizione, promossa dai sindacati medici AAROI-EMAC – FP CGIL MEDICI – FASSID (AIPAC-SNR-SIMET) – CISL MEDICI – FESMED – ANPO-ASCOTI-FIALS MEDICI – UIL FPL MEDICI - SMI – CIPE – UGL MEDICI, alla quale si sono unite anche le sigle ANAAO Assomed  e CIMO-ASMD, è indirizzata ai Presidenti dell'Enpam e della FnomCeo e si svolgerà attraverso la raccolte delle firme dei medici negli ospedali e nei servizi territoriali.

Scarica il modulo per la raccolta firme

Leggi il comunicato stampa

Quotidiano Sanità

AdnKronos

SanitàNews


01.03.2012

Sospensione degli automatismi stipendiali dal 1° Gennaio al 31 dicembre 1993

UN IMPORTANTE AVVERTIMENTO DI FERNANDO BENEDETTI

La legge finanziaria dell'anno 1993 disponeva che le classi e i bienni, che maturavano da gennaio a dicembre dello stesso anno, venivano temporaneamente sospese e che dovevano essere di nuovo attribuite dal 1° gennaio 1994 mantenendo la stessa cadenza temporale precedente. Naturalmente il provvedimento non riguardava coloro che avevano maturato classe o biennio nell'anno 1992. In molti casi si è verificato che gli importi sospesi nel 1993 non sono stati ripristinati dal 1° gennaio 1994, oppure in altri casi è avvenuto che la decorrenza delle classi o bienni non manteneva la stessa cadenza temporale precedente, ma veniva invece fatta ripartire da gennaio 1994; in entrambi i casi è stato creato un disagio economico che si è protratto negli anni successivi fino ad oggi. In caso di dubbio, conviene richiedere una verifica sulle competenze in godimento, inviando uno stato di servizio aggiornato, un cedolino del 1993, uno del 1994 ed uno attuale. Nel caso in cui sia avvenuto l'errore indicato risulterebbe un credito che nei casi limite  e per le qualifiche più alte potrebbe determinare competenze arretrate di valori consistenti. L'eventuale controllo si può fare prendendo in considerazione un cedolino di gennaio 1993, osservare le classi o scatti di godimento e le scadenze che dovevano coincidere tra gennaio e dicembre 1993, quindi prendere in visione un cedolino del 1994 e verificare se la classe o biennio sono stati attribuiti e se hanno mantenuto la scadenza indicata in precedenza. Se ciò è avvenuto è tutto regolare, altrimenti siete in credito.


08.02.2012

La riforma Monti-Fornero sulle pensioni secondo Paolo Quarto

Requisiti, eccezioni, metodo di calcolo e passaggio al contributivo

Riteniamo opportuno illustrare le modifiche e gli interventi più rilevanti in materia di pensioni contenuti nella legge 214/2011 con cui è stata realizzata l’ennesima riforma del sistema previdenziale pubblico, comunemente nota come riforma Fornero. Il documento esplicativo è stato realizzato dal nostro consulente dottor Paolo Quarto. LA RIFORMA DEL SISTEMA PENSIONISTICO-simet.pdf

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Notizie

19.06.2013

SARA' SCIOPERO NAZIONALE DELLA SANITA' ENTRO LUGLIO SE PASSA IL BLOCCO DEI CONTRATTI

La lettera dell'Intersindacale a Governo, Parlamento, Regioni

Roma, 19 giugno 2013 - Sarà sciopero nazionale entro il mese di luglio se la Dirigenza del Ssn non verrà esclusa dal blocco della contrattazione per il 2014. L’intersindacale dei Medici, Veterinari, Dirigenti sanitari ed amministrativi, tecnici e professionali dipendenti del SSN, ha espresso in una lettera inviata al Governo, al Parlamento e alle Regioni, netta contrarietà nei confronti del DPR che blocca la contrattazione per tutto il 2014 ed estende allo stesso periodo gli effetti perversi della legge 122 del 2010 che non consentono l’applicazione di istituti consolidati nei precedenti contratti di lavoro. A sostegno di tale richiesta le organizzazioni sindacali attiveranno a partire dai prossimi giorni una serie di iniziative di protesta che potranno culminare in uno SCIOPERO NAZIONALE entro il mese di luglio 2013. Leggi la lettera

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13.06.2013

INCONTRO MINISTRO SALUTE-SINDACATI - LORENZIN: NO A TAGLI AL FSN.

Ma resta il blocco della contrattazione.......

Roma, 14 giugno - "Non ritengo possibile che possano esserci ulteriori tagli al fondo sanitario nazionale, e soprattutto tagli lineari. I margini per eliminare gli sprechi ancora ci sono, ma tutto quello che si recupera va reinvestito in sanità". Queste le rassicurazioni che il Ministro della salute, Beatrice Lorenzin, ha dato alle organizzazioni sindacali nell’incontro che si è svolto ieri. E le preoccupanti dichiarazioni del ministro Saccomanni, secondo il quale ridurre la spesa pubblica è ancora possibile soprattutto nella sanità, sarebbero riferite, secondo la Lorenzin, agli sprechi che ancora si possono ridurre. Presto – ha proseguito il Ministro della salute - bisognerà intervenire sulla responsabilità professionale che "va rivista". E sul tema ci sarebbe già un "ampio consenso" parlamentare. Il ministro, che ha introdotto la riunione spiegando di comprendere la sofferenza dei medici, ha anche annunciato l'avvio di un tavolo al ministero dell'Istruzione per la formazione degli specializzandi, di cui, ha già parlato con il ministro Carrozza.

12.06.2013

Resoconto dell'incontro Intersindacale/Regioni

Roma, 12 giugno 2013. La riunione questa mattina alla Regione Veneto non ha visto la presenza dell’assessore Coletto, impegnato in altra sede, mentre erano presenti l’assessore alla sanità della Regione Liguria Claudio Montaldo in qualità di Presidente del Comitato di Settore per i contratti della dirigenza medica e sanitaria, supportato dall’assessore dell’Emilia Romagna Carlo Lusenti. La discussione è partita dalla tematica della libera professione criticata nella sua variegata attuazione, soprattutto è stato denunciato l’atteggiamento delle aziende sanitarie che agiscono motu proprio, dando regole spesso in contraddizione con la norma, costringendo i dirigenti a scelte coercitive e soprattutto non identificando correttamente spazi e modalità all’interno delle aziende. Io personalmente ho anche sollevato la necessità che le tariffe non siano pesantemente gravate da quote che ne innalzano il valore rendendo la tariffa non sostenibile rispetto al mercato e costringendo il professionista, per rimanere competitivo, a ridurre ai minimi termini il proprio guadagno con grave danno economico per un settore che in questi tempi di perdita del potere di acquisto degli stipendi potrebbe essere fonte di recupero. Gli assessori presenti, consapevoli della estrema disomogeneità dell’applicazione della normativa, hanno affermato che si faranno portavoce nella riunione con tutti gli assessori alla sanità della necessità che, rispondendo alle regole stabilite dalla legge 189/12 nel sottolineare la necessità della trasparenza del sistema, inviteranno ad uniformare la Conferenza degli assessori ad una condotta uniforma sul problema trasmettendo a tutte le direzioni aziendali la necessità di questa visione univoca. Si è parlato anche di trattativa contrattuale che le Regioni vorrebbero far ripartire perché il contratto è snodo centrale e pur in assenza di fondi statali si possono introdurre correttivi normativi di manutenzione e modernizzazione. Gli assessori hanno, ufficiosamente, comunicato che nella riunione di domani dei Presidenti delle Regioni dovrebbe essere comunicata la volontà delle Regioni di aprire la nuova trattativa contrattuale anche perché il blocco attuale, paventato anche oltre il 2014 provocherebbe un’azione contrattuale che tra trattativa ed attuazione avrebbe i suoi applicativi nel 2016-17. D’accordo anche nell’attuazione dell’accorpamento delle Aree contrattuali con possibile individuazione di un’area sanitaria separata dal contratto dei dipendenti delle Regioni.Lucà FASSID ha sollevato la problematica degli standard ospedalieri che così come sono concepiti penalizzano fortemente l’area dei servizi che noi rappresentiamo. Non si possono valutare le nostre unità operativi con le stesse modalità che si applicano ai reparti di degenza e per valori riferiti alla popolazione assistita, non valutando l’importanza delle nostre prestazioni come motore fondamentale delle aziende. Di standard discuteranno domani le Regioni con il Ministro Lorenzin prima dell’incontro previsto con le organizzazioni sindacali. C’è aria di non accordo. Le Regioni vogliono decidere autonomamente. Francesco Lucà

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10.06.2013

Giovedì 13 nel pomeriggio il Ministro Lorenzin incontra i sindacati dirigenza medica

Aseguito della richiesta inviata lo scorso 21 maggio, le organizzazioni sindacali della dirigenza del Ssn sono state convocate dal Ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, giovedi 13 giugno 2013 presso la sede di Lungotevere Ripa 1.

07.06.2013

La Regione Lazio cancella il Dipartimento di Prevenzione

INACCETTABILE LO SVUOTAMENTO ORGANIZZATIVO DEI SERVIZI A TUTELA DELLA SALUTE PUBBLICA

Pubblicate le Linee guida per la redazione degli atti aziendali della Regione Lazio Con la DCA 206 del 28 maggio 2013 “Nuovo atto di indirizzo per l’adozione dell’atto di autonomia aziendale delle Aziende Sanitarie della Regione Lazio a seguito del recepimento degli standard per l’individuazione di strutture semplice e complesse del SSN ex art. 12 comma 1 lettera B Patto per la Salute 2010-2012” elaborati dal Comitato LEA” la Regione Lazio di fatto sancisce la fine della prevenzione. In spregio a precise indicazioni normative, non tenendo conto di lampanti evidenze scientifiche, mediante l’applicazione gretta, acritica e fortemente distorta a vantaggio dell’assistenza ospedaliera dei rigidi e discutibilissimi criteri del Comitato LEA si opera uno scriteriato e deprecabile svuotamento organizzativo dei Dipartimenti di Prevenzione, prevedendo una struttura organizzativa fortemente sottodimensionata rispetto alla indicazioni normative nazionali e soprattutto non atta a garantire un adeguato soddisfacimento dei LEA previsti per la Prevenzione. Si mette così a rischio la sostenibilità delle attività di prevenzione primaria, sguarnendo pericolosamente la tutela della popolazione nei confronti dei rischi connessi alla sicurezza sul lavoro, l’inquinamento ambientale, le malattie infettive, la sicurezza alimentare, la promozione della salute e la prevenzione nel suo complesso. Non è certo con l’indebolimento della prevenzione che si possono ottenere risparmi e favorire la sostenibilità del SSR. IL FASSID -Area SIMET, auspicando l’immediato ritiro del provvedimento, annuncia l’avvio di tutte le possibili azioni sindacali per impedire che la Regione Lazio, unica tra tutte le regioni di Italia, nella scriteriata ricerca di qualche illusorio guadagno contabile, sottragga ai cittadini fondamentali e irrinunciabili azioni di sanità pubblica finalizzate alla tutela della salute dai rischi lavorativi, ambientali e alimentari.E' questo il testo diel comunicato inviato oggi alla stampa dal FASSID Area SIMET che annuncia tutte le azioni di contrasto del caso.

Leggi Agenparl  Leggi Panorama Sanità

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03.06.2013

Aperto un nuovo centro Onaosi a Napoli

100 posti per gli studenti dell'italia meridionale

La cerimonia di inaugurazione nuovo Centro Formativo ONAOSI, cui ha partecipato il Segretario Mazzoni, si é svolta a Napoli lo scorso fine settimana. Con questa scelta la Fondazione si propone di iniziare a dare risposte concrete alle esigenze legittime espresse da molti sanitari iscritti ONAOSI residenti nelle regioni meridionali e di contribuire anche, nel suo ambito, alla crescita del Sud del paese. L’area dove è situato il Centro ONAOSI ospiterà, tra l’altro, la nuova sede della facoltà di Scienze motorie dell’Università Parthenope. L’intera area è in fase di riqualificazione urbanistica, con la realizzazione di un grande spazio pubblico in asse con la via Galileo Ferraris.Leggi il comunicato

03.06.2013

PROCLAMATO LO STATO DI AGITAZIONE CONTRO IL BLOCCO DEI CONTRATTI

Il comunicato dell'Intersindacale Medica

Roòa, 3 giugno 2013 - I Medici, i veterinari, i dirigenti sanitari, amministrativi, professionali e tecnici, dipendenti del SSN bocciano l’estensione al 2014 del blocco della contrattazione nazionale ed aziendale in vigore dal 2009. Questa la risposta unitaria al DPR scritto dal Governo Monti ed acriticamente fatto proprio dal Governo Letta attualmente all’esame delle Camere. Cambiano i Governi, ma non le politiche. Dopo Tremonti e Monti anche le larghe intese non sanno resistere alla coazione a ripetere di prendere di mira servizi pubblici e servitori dello Stato con cronometrica puntualità. Un esproprio governativo di un diritto costituzionale viene così ad aggiungersi a penalizzazioni, economiche e normative, e vere e proprie leggi speciali, emanate contro i pubblici dipendenti,di cui fanno parte i Dirigenti del SSN. Non soddisfatto del congelamento delle retribuzioni al 2009, del blocco per un quadriennio del contratto di lavoro, e conseguente perdita del potere di acquisto delle retribuzioni di circa il 20%, dell’erosione dei fondi contrattuali, del peggioramento dei requisiti previdenziali, dell’imbarbarimento delle condizioni di lavoro, specie nelle aree di Pronto soccorso, della latitanza di risposte chiare e risolutive alla questione della responsabilità professionale, il Governo intende prolungare il blocco contrattuale e retributivo fino (ed oltre?) al 2014. Un film già visto che continua a caricare sui soliti noti, e solo su di loro, il risanamento dei conti pubblici. L’attacco a ruolo e status dei Dirigenti del SSN viene usato per minare alle fondamenta la sanità pubblica, malgrado una spesa inferiore alla media Ocse. La sanità italiana, definanziata ed impoverita dal punto di vista economico e professionale, appare destinata con sempre maggiore evidenza ad un ruolo povero per i poveri. Un effetto tsunami colpisce la sfera delle tutele e nessuna Regione sarà più in grado di garantire il diritto alla salute dei cittadini. Che pagheranno tutto e pagheranno caro. Le organizzazioni sindacali dichiarano lo stato di agitazione delle categorie interessate, rinviando agli organismi statutari ulteriori iniziative di protesta, non escluso lo sciopero nazionale, in difesa della dignità e del valore delle professioni del SSN, della esigibilità reale del diritto alla salute dei cittadini, del diritto costituzionale alla contrattazione.

30.05.2013

Ultimatum UE all'Italia per il rispetto del periodo minimo di riposo giornaliero dei medici

La Commissione Ue ha inviato un ultimatum all’Italia per far rispettare i tempi di riposo dei medici. Il limite delle 48 ore settimanali viene da noi costantemente disatteso. Se entro i prossimi due mesi l’Italia non si adeguerà a quanto prescritto dalla direttiva sull'orario di lavoro, rischia il deferimento alla Corte di giustizia europea. Direttiva

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27.05.2013

Il 30 maggio l'incontro Funzione Pubblica - sindacati

D'Alia: stabilizzare i precari non è un tabù

Si terrà il  30 maggio alle ore 11.30 l'incontro del Ministro per la Funzione Pubblica, D'Alia con i sindacati sulle problematiche del pubblico impiego. In vista dell'incontro il Ministro ha affermato che "La stabilizzazione degli oltre 115 mila precari della pubblica amministrazione "non e' un tabu', ne discuteremo con i sindacati". Quanto all'ipotesi di uno sblocco del turn over, il ministro ha chiarito che "fino al 2014 sembra impossibile", aggiunge: "pero' possiamo cercare di immaginare, con i sindacati, delle soluzioni che evitino forme di precariato come quelle attuali".

25.05.2013

L'intersindacale Lazio minaccia il sit in anti precariato

Dura protesta finchè Zingaretti non si impegnerà per risolvere il problema

“Faremo un sit-in il 6 giugno per dire basta alla drammatica situazione dei dirigenti sanitari precari della Regione Lazio che va avanti da oltre 10 anni. Il presidente Nicola Zingaretti non può continuare a ignorare i nostri appelli e le richieste di incontro, ha il dovere di intervenire, altrimenti andremo avanti con le proteste”.E’ questo il duro messaggio dell’intersindacale della dirigenza sanitaria del Lazio al neo-presidente della Regione Zingaretti, che è stato nuovamente sollecitato con  la richiesta di un incontro con i sindacati per risolvere il problema diei molti precari accomunati dall’incertezza del loro futuro. Lettera a Zingaretti   Comunicato Stampa

23.05.2013

E l'Intersindacale scrive anche a Errani, per l'intramoenia

Roma, 23 maggio 2013 - L’intersindacale medica, veterinaria e sanitaria ha chiesto un incontro a Vasco Errani in merito alla organizzazione dell’attività libero professionale intramoenia alla luce delle recenti modifiche legislative. La nota lamenta che, mentre molte regioni non hanno posto in essere alcun provvedimento di quelli previsti dalla L.189/2012 e malgrado l’esistenza di molteplici criticità, molti Direttori Generali stanno mettendo in atto restrizioni e vessazioni, pretendendo la quota aggiuntiva a favore delle aziende del 5%, prima che siano definite le linee guida organizzative e senza un confronto con il professionista per la definizione delle tariffe, spesso improvvisando piattaforme in merito,  imposte senza alcuna consultazione sindacale e senza reale disponibilità di spazi in possesso delle caratteristiche previste dalla normativa. Lettera Intersindacale LPI

22.05.2013

L'Intersindacale chiede incontro ai Ministri per rilanciare la sanità pubblica

Sistema a rischio, serve un intervento

E scrive ai partiti per fermare l'iter del decreto che conferma il blocco dei contratti pubblici

La lettera inviata ai Ministri della Salute, Funzione Pubblica, Università e Lavoro - Le organizzazioni sindacali dei medici, veterinari, dirigenti sanitari, tecnici, professionali e amministrativi del Ssn e Federspecializzandi, unite dalla preoccupazione per i problemi che affliggono il Servizio sanitario nazionale pubblico, hanno inviato una   lettera, indirizzata ai ministri Beatrice Lorenzin (Salute), Gianpiero D'Alia (Pubblica amministrazione e semplificazione), Maria Chiara Carrozza (Istruzione, università e ricerca) ed Enrico Giovannini (Lavoro e politiche sociali), che affronta le numerose questioni già poste ai governi precedenti, ma che ancora attendono una soluzione accettabile da parte dei lavoratori del settore.

E per quanto riguarda il blocco dei contratti del PI sempre l'intersindacale ha inviato una lettera indirizzata ai partiti per chiedere  al Parlamento di fermare l’iter del decreto del ministero dell’Economia all’esame delle Commissioni, e ai capi di tutti gli schieramenti di adoperarsi affinchè sia restituito ai lavoratori pubblici il diritto di contrattare le condizioni del loro lavoro.

20.05.2013

Domani il Ministro Lorenzin illustra il suo programma

Ma risorse per il rinnovo dei contratti non ce ne sono

Il ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, illustrerà il suo programma di Governo alla commissione Igiene e Sanità del Senato martedì 21 maggio alle ore 14,30. Sempre domani 21 maggio la Commissione Bilancio del Senato esaminerà il decreto del Presidente della Repubblica recante regolamento in materia di proroga del blocco della contrattazione e degli automatismi stipendiali per i pubblici dipendenti, per fornire le proprie osservazioni alla Commissione Affari Costituzionali che dovrà a sua volta esprimersi una volta ricevuto il parere della Commissione Bilancio. Ma su questo tema il Ministro P.A. D'Alia si è già espresso: "No risorse per rinnovo contratti,blocco fino a 2014. Possibile proroga per oltre 110mila precari".  "Nostro malgrado, non potremo rinnovare i contratti del pubblico impiego, il blocco previsto dal decreto Monti fino al 2014 purtroppo resta", ha spiegato D'Alia ad Italia Oggi. Quanto ai precari nella P.A. "è giusto trovare una soluzione per quei 110 mila lavoratori pubblici precari i cui contratti scadono il prossimo fine luglio e che rischiano di andare tutti a casa", ha aggiunto. I precari "sono un'emergenza a stretta scadenza e con grande realismo dobbiamo occuparcene" e "innanzitutto va superata l'emergenza di luglio, poi si vede cosa realisticamente si può fare. Purtroppo le risorse sono quelle che sono".

12.05.2013

Stato Regioni. Concordato iter per riforma cure primarie

Rinviato atto di indirizzo convenzioni

Fonte: Quotidiano Sanità - 10 maggio -  Scadeva oggi il termine dei 180 giorni entro cui le Regioni e i Sindacati dei medici convenzionati  avrebbero dovuto sigillare l’implementazione nelle convenzioni delle norme (art.1) della Legge Balduzzi sulla sanità territoriale. Ma la novità non è tanto l’intesa che non si è sottoscritta ma il fatto che Regioni e Governo, in una conferenza Stato-Regioni convocata ieri a sorpresa, hanno deciso di portare avanti la questione in un clima di collaborazione, come del resto aveva già fatto chiaramente intendere il neo ministro della Salute Beatrice Lorenzin nel corso della sua prima uscita pubblica. Quindi, nonostante la legge affidi al Ministero il ‘potere’ di un intervento d’imperio e nonostante gli ultimi mesi di muro contro muro tra enti locali e Governo, il percorso per il potenziamento della sanità territoriale dovrebbe proseguire in un clima collaborativo e di scelte condivise. Del resto i nodi da sciogliere non sono di poco conto, a partire da quello delle risorse, perché se è vero che la ‘Balduzzi’ esplicita che la riforma non debba produrre ulteriori oneri per le casse pubbliche (“le risorse verranno dai risparmi della spending review” era il ‘mantra’ di Balduzzi), è anche vero che le Regioni hanno sempre sottolineato che attuare la normativa in maniera concreta è impensabile con i fondi che scarseggiano e con una spending review che viene bocciata dai giudici e dai conti che non tornano. E poi c’è tutta la partita dell’attuazione in maniera uniforme delle misure previste dalla legge, perché in questi anni ogni Regione ha potenziato il territorio a modo suo. E infine, questione di dettaglio, ma importante, quella sollevata dalla vicenda dei permessi sindacali con la decisione di Regioni e Sisac di non pagare più i medici sostituti. Ma a parte ciò il tentativo sembra quello di riportare le relazioni tra Stato e Regioni in un clima più disteso e da fonti regionali si esprime cauto ottimismo su come procederà la messa a apunto dell'atto di indirizzo una cui prima bozza era già pronta per la conferenze dei Presidenti di ieri, il cui esame è stato per l'appunto rinviato. Ma nella Stato-Regioni di ieri, che ricordiamo è stata preceduta da una Conferenza delle Regioni, è stato siglato l’accordo sul riparto dei fondi destinati al pagamenti dei debiti della Pubblica Amministrazione, come annunciato dal presidente Vasco Errani al termine della Conferenza delle Regioni in cui ha anche esplicitato come gli enti locali abbiano l’intenzione di chiedere “un incontro al governo per rilanciare le relazioni ed una leale collaborazione sulla sanità, sulla crescita e sulle riforme” .

13.05.2013

Bissoni (Agenas), nel 2013 a rischio piano rientro anche Regioni virtuose

E il superticket fa flop, -8,5% per visite ed esami

Fonte: DoctorNews - Nel 2013 «Regioni oggi "virtuose" rischiano di finire in piano di rientro». Il monito arriva dal presidente dell'Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali (Agenas), Giovanni Bissoni. La minaccia era già stata avanzata dal presidente Agenas nei giorni scorsi, quando rilevando il rischio flop dei ticket, aveva sottolineato il possibile tilt per i bilanci di tutte le Regioni, anche quelle virtuose, sulla base del Documento di economia e finanza 2013 (Def). Bissoni ha riproposto l'allarme: «Il 2013 è l'anno più difficile in assoluto per il sistema sanitario nazionale e regioni oggi virtuose rischiano di finire sottopiano di rientro». Se le regioni «riusciranno a garantire il pareggio, lo faranno solo grazie ai bilanci regionali poiché - ha avvertito - il Fondo sanitario nazionale nel 2013 non garantisce più il pareggio». Secondo i bilanci del 2012, ha concluso il presidente Agenas, «potrebbero chiudere il 2013 senza il supporto dei bilanci regionali solamente due regioni». Inoltre l'aumento dei ticket non dà i risultati sperati per le casse pubbliche. Un argomento sostenuto ripetutamente da molti esperti, che ora riceve la conferma dai numeri. Il ticket da dieci euro richiesto al cittadino che ha bisogno di esami e visite specialistici è entrato in vigore nel 2011. Avrebbe dovuto fruttare 834 milioni di euro, o almeno a tanto ammontava la copertura da parte dello Stato. Tuttavia, come ha comunicato Giovanni Bissoni, all'appello mancano almeno 300 milioni, infatti «le entrate sono circa dimezzate», attestandosi tra i 400 e i 500 milioni.  Il cosiddetto superticket voluto dal ministro Tremonti, ha avuto l'effetto di provocare una diminuzione delle prestazioni erogate dal Servizio sanitario nazionale: è la prima volta che si verifica e il calo è dell'8,5%. Un'altra conseguenza è la fuga verso un privato che offre in alcuni casi servizi più convenienti rispetto al servizio sanitario pubblico. Forse i nuovi dati indurranno il governo a riflettere sui nuovi rincari dei ticket previsti a partire dal prossimo anno.

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