19.06.2013
SARA' SCIOPERO NAZIONALE DELLA SANITA' ENTRO LUGLIO SE PASSA IL BLOCCO DEI CONTRATTI
La lettera dell'Intersindacale a Governo, Parlamento, Regioni
Roma, 19 giugno 2013 - Sarà sciopero nazionale entro il mese di luglio se la Dirigenza del Ssn non verrà esclusa dal blocco della contrattazione per il 2014. L’intersindacale dei Medici, Veterinari, Dirigenti sanitari ed amministrativi, tecnici e professionali dipendenti del SSN, ha espresso in una lettera inviata al Governo, al Parlamento e alle Regioni, netta contrarietà nei confronti del DPR che blocca la contrattazione per tutto il 2014 ed estende allo stesso periodo gli effetti perversi della legge 122 del 2010 che non consentono l’applicazione di istituti consolidati nei precedenti contratti di lavoro. A sostegno di tale richiesta le organizzazioni sindacali attiveranno a partire dai prossimi giorni una serie di iniziative di protesta che potranno culminare in uno SCIOPERO NAZIONALE entro il mese di luglio 2013. Leggi la lettera
13.06.2013
INCONTRO MINISTRO SALUTE-SINDACATI - LORENZIN: NO A TAGLI AL FSN.
Ma resta il blocco della contrattazione.......
Roma, 14 giugno - "Non ritengo possibile che possano esserci ulteriori tagli al fondo sanitario nazionale, e soprattutto tagli lineari. I margini per eliminare gli sprechi ancora ci sono, ma tutto quello che si recupera va reinvestito in sanità". Queste le rassicurazioni che il Ministro della salute, Beatrice Lorenzin, ha dato alle organizzazioni sindacali nell’incontro che si è svolto ieri. E le preoccupanti dichiarazioni del ministro Saccomanni, secondo il quale ridurre la spesa pubblica è ancora possibile soprattutto nella sanità, sarebbero riferite, secondo la Lorenzin, agli sprechi che ancora si possono ridurre. Presto – ha proseguito il Ministro della salute - bisognerà intervenire sulla responsabilità professionale che "va rivista". E sul tema ci sarebbe già un "ampio consenso" parlamentare. Il ministro, che ha introdotto la riunione spiegando di comprendere la sofferenza dei medici, ha anche annunciato l'avvio di un tavolo al ministero dell'Istruzione per la formazione degli specializzandi, di cui, ha già parlato con il ministro Carrozza.
12.06.2013
Resoconto dell'incontro Intersindacale/Regioni
Roma, 12 giugno 2013. La riunione questa mattina alla Regione Veneto non ha visto la presenza dell’assessore Coletto, impegnato in altra sede, mentre erano presenti l’assessore alla sanità della Regione Liguria Claudio Montaldo in qualità di Presidente del Comitato di Settore per i contratti della dirigenza medica e sanitaria, supportato dall’assessore dell’Emilia Romagna Carlo Lusenti. La discussione è partita dalla tematica della libera professione criticata nella sua variegata attuazione, soprattutto è stato denunciato l’atteggiamento delle aziende sanitarie che agiscono motu proprio, dando regole spesso in contraddizione con la norma, costringendo i dirigenti a scelte coercitive e soprattutto non identificando correttamente spazi e modalità all’interno delle aziende. Io personalmente ho anche sollevato la necessità che le tariffe non siano pesantemente gravate da quote che ne innalzano il valore rendendo la tariffa non sostenibile rispetto al mercato e costringendo il professionista, per rimanere competitivo, a ridurre ai minimi termini il proprio guadagno con grave danno economico per un settore che in questi tempi di perdita del potere di acquisto degli stipendi potrebbe essere fonte di recupero. Gli assessori presenti, consapevoli della estrema disomogeneità dell’applicazione della normativa, hanno affermato che si faranno portavoce nella riunione con tutti gli assessori alla sanità della necessità che, rispondendo alle regole stabilite dalla legge 189/12 nel sottolineare la necessità della trasparenza del sistema, inviteranno ad uniformare la Conferenza degli assessori ad una condotta uniforma sul problema trasmettendo a tutte le direzioni aziendali la necessità di questa visione univoca. Si è parlato anche di trattativa contrattuale che le Regioni vorrebbero far ripartire perché il contratto è snodo centrale e pur in assenza di fondi statali si possono introdurre correttivi normativi di manutenzione e modernizzazione. Gli assessori hanno, ufficiosamente, comunicato che nella riunione di domani dei Presidenti delle Regioni dovrebbe essere comunicata la volontà delle Regioni di aprire la nuova trattativa contrattuale anche perché il blocco attuale, paventato anche oltre il 2014 provocherebbe un’azione contrattuale che tra trattativa ed attuazione avrebbe i suoi applicativi nel 2016-17. D’accordo anche nell’attuazione dell’accorpamento delle Aree contrattuali con possibile individuazione di un’area sanitaria separata dal contratto dei dipendenti delle Regioni.Lucà FASSID ha sollevato la problematica degli standard ospedalieri che così come sono concepiti penalizzano fortemente l’area dei servizi che noi rappresentiamo. Non si possono valutare le nostre unità operativi con le stesse modalità che si applicano ai reparti di degenza e per valori riferiti alla popolazione assistita, non valutando l’importanza delle nostre prestazioni come motore fondamentale delle aziende. Di standard discuteranno domani le Regioni con il Ministro Lorenzin prima dell’incontro previsto con le organizzazioni sindacali. C’è aria di non accordo. Le Regioni vogliono decidere autonomamente. Francesco Lucà
10.06.2013
Giovedì 13 nel pomeriggio il Ministro Lorenzin incontra i sindacati dirigenza medica
Aseguito della richiesta inviata lo scorso 21 maggio, le organizzazioni sindacali della dirigenza del Ssn sono state convocate dal Ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, giovedi 13 giugno 2013 presso la sede di Lungotevere Ripa 1.
07.06.2013
La Regione Lazio cancella il Dipartimento di Prevenzione
INACCETTABILE LO SVUOTAMENTO ORGANIZZATIVO DEI SERVIZI A TUTELA DELLA SALUTE PUBBLICA
Pubblicate le Linee guida per la redazione degli atti aziendali della Regione Lazio Con la DCA 206 del 28 maggio 2013 “Nuovo atto di indirizzo per l’adozione dell’atto di autonomia aziendale delle Aziende Sanitarie della Regione Lazio a seguito del recepimento degli standard per l’individuazione di strutture semplice e complesse del SSN ex art. 12 comma 1 lettera B Patto per la Salute 2010-2012” elaborati dal Comitato LEA” la Regione Lazio di fatto sancisce la fine della prevenzione. In spregio a precise indicazioni normative, non tenendo conto di lampanti evidenze scientifiche, mediante l’applicazione gretta, acritica e fortemente distorta a vantaggio dell’assistenza ospedaliera dei rigidi e discutibilissimi criteri del Comitato LEA si opera uno scriteriato e deprecabile svuotamento organizzativo dei Dipartimenti di Prevenzione, prevedendo una struttura organizzativa fortemente sottodimensionata rispetto alla indicazioni normative nazionali e soprattutto non atta a garantire un adeguato soddisfacimento dei LEA previsti per la Prevenzione. Si mette così a rischio la sostenibilità delle attività di prevenzione primaria, sguarnendo pericolosamente la tutela della popolazione nei confronti dei rischi connessi alla sicurezza sul lavoro, l’inquinamento ambientale, le malattie infettive, la sicurezza alimentare, la promozione della salute e la prevenzione nel suo complesso. Non è certo con l’indebolimento della prevenzione che si possono ottenere risparmi e favorire la sostenibilità del SSR. IL FASSID -Area SIMET, auspicando l’immediato ritiro del provvedimento, annuncia l’avvio di tutte le possibili azioni sindacali per impedire che la Regione Lazio, unica tra tutte le regioni di Italia, nella scriteriata ricerca di qualche illusorio guadagno contabile, sottragga ai cittadini fondamentali e irrinunciabili azioni di sanità pubblica finalizzate alla tutela della salute dai rischi lavorativi, ambientali e alimentari.E' questo il testo diel comunicato inviato oggi alla stampa dal FASSID Area SIMET che annuncia tutte le azioni di contrasto del caso.
03.06.2013
Aperto un nuovo centro Onaosi a Napoli
100 posti per gli studenti dell'italia meridionale
La cerimonia di inaugurazione nuovo Centro Formativo ONAOSI, cui ha partecipato il Segretario Mazzoni, si é svolta a Napoli lo scorso fine settimana. Con questa scelta la Fondazione si propone di iniziare a dare risposte concrete alle esigenze legittime espresse da molti sanitari iscritti ONAOSI residenti nelle regioni meridionali e di contribuire anche, nel suo ambito, alla crescita del Sud del paese. L’area dove è situato il Centro ONAOSI ospiterà, tra l’altro, la nuova sede della facoltà di Scienze motorie dell’Università Parthenope. L’intera area è in fase di riqualificazione urbanistica, con la realizzazione di un grande spazio pubblico in asse con la via Galileo Ferraris.Leggi il comunicato
03.06.2013
PROCLAMATO LO STATO DI AGITAZIONE CONTRO IL BLOCCO DEI CONTRATTI
Il comunicato dell'Intersindacale Medica
Roòa, 3 giugno 2013 - I Medici, i veterinari, i dirigenti sanitari, amministrativi, professionali e tecnici, dipendenti del SSN bocciano l’estensione al 2014 del blocco della contrattazione nazionale ed aziendale in vigore dal 2009. Questa la risposta unitaria al DPR scritto dal Governo Monti ed acriticamente fatto proprio dal Governo Letta attualmente all’esame delle Camere. Cambiano i Governi, ma non le politiche. Dopo Tremonti e Monti anche le larghe intese non sanno resistere alla coazione a ripetere di prendere di mira servizi pubblici e servitori dello Stato con cronometrica puntualità. Un esproprio governativo di un diritto costituzionale viene così ad aggiungersi a penalizzazioni, economiche e normative, e vere e proprie leggi speciali, emanate contro i pubblici dipendenti,di cui fanno parte i Dirigenti del SSN. Non soddisfatto del congelamento delle retribuzioni al 2009, del blocco per un quadriennio del contratto di lavoro, e conseguente perdita del potere di acquisto delle retribuzioni di circa il 20%, dell’erosione dei fondi contrattuali, del peggioramento dei requisiti previdenziali, dell’imbarbarimento delle condizioni di lavoro, specie nelle aree di Pronto soccorso, della latitanza di risposte chiare e risolutive alla questione della responsabilità professionale, il Governo intende prolungare il blocco contrattuale e retributivo fino (ed oltre?) al 2014. Un film già visto che continua a caricare sui soliti noti, e solo su di loro, il risanamento dei conti pubblici. L’attacco a ruolo e status dei Dirigenti del SSN viene usato per minare alle fondamenta la sanità pubblica, malgrado una spesa inferiore alla media Ocse. La sanità italiana, definanziata ed impoverita dal punto di vista economico e professionale, appare destinata con sempre maggiore evidenza ad un ruolo povero per i poveri. Un effetto tsunami colpisce la sfera delle tutele e nessuna Regione sarà più in grado di garantire il diritto alla salute dei cittadini. Che pagheranno tutto e pagheranno caro. Le organizzazioni sindacali dichiarano lo stato di agitazione delle categorie interessate, rinviando agli organismi statutari ulteriori iniziative di protesta, non escluso lo sciopero nazionale, in difesa della dignità e del valore delle professioni del SSN, della esigibilità reale del diritto alla salute dei cittadini, del diritto costituzionale alla contrattazione.
30.05.2013
Ultimatum UE all'Italia per il rispetto del periodo minimo di riposo giornaliero dei medici
La Commissione Ue ha inviato un ultimatum all’Italia per far rispettare i tempi di riposo dei medici. Il limite delle 48 ore settimanali viene da noi costantemente disatteso. Se entro i prossimi due mesi l’Italia non si adeguerà a quanto prescritto dalla direttiva sull'orario di lavoro, rischia il deferimento alla Corte di giustizia europea. Direttiva
27.05.2013
Il 30 maggio l'incontro Funzione Pubblica - sindacati
D'Alia: stabilizzare i precari non è un tabù
Si terrà il 30 maggio alle ore 11.30 l'incontro del Ministro per la Funzione Pubblica, D'Alia con i sindacati sulle problematiche del pubblico impiego. In vista dell'incontro il Ministro ha affermato che "La stabilizzazione degli oltre 115 mila precari della pubblica amministrazione "non e' un tabu', ne discuteremo con i sindacati". Quanto all'ipotesi di uno sblocco del turn over, il ministro ha chiarito che "fino al 2014 sembra impossibile", aggiunge: "pero' possiamo cercare di immaginare, con i sindacati, delle soluzioni che evitino forme di precariato come quelle attuali".
25.05.2013
L'intersindacale Lazio minaccia il sit in anti precariato
Dura protesta finchè Zingaretti non si impegnerà per risolvere il problema
“Faremo un sit-in il 6 giugno per dire basta alla drammatica situazione dei dirigenti sanitari precari della Regione Lazio che va avanti da oltre 10 anni. Il presidente Nicola Zingaretti non può continuare a ignorare i nostri appelli e le richieste di incontro, ha il dovere di intervenire, altrimenti andremo avanti con le proteste”.E’ questo il duro messaggio dell’intersindacale della dirigenza sanitaria del Lazio al neo-presidente della Regione Zingaretti, che è stato nuovamente sollecitato con la richiesta di un incontro con i sindacati per risolvere il problema diei molti precari accomunati dall’incertezza del loro futuro. Lettera a Zingaretti Comunicato Stampa
23.05.2013
E l'Intersindacale scrive anche a Errani, per l'intramoenia
Roma, 23 maggio 2013 - L’intersindacale medica, veterinaria e sanitaria ha chiesto un incontro a Vasco Errani in merito alla organizzazione dell’attività libero professionale intramoenia alla luce delle recenti modifiche legislative. La nota lamenta che, mentre molte regioni non hanno posto in essere alcun provvedimento di quelli previsti dalla L.189/2012 e malgrado l’esistenza di molteplici criticità, molti Direttori Generali stanno mettendo in atto restrizioni e vessazioni, pretendendo la quota aggiuntiva a favore delle aziende del 5%, prima che siano definite le linee guida organizzative e senza un confronto con il professionista per la definizione delle tariffe, spesso improvvisando piattaforme in merito, imposte senza alcuna consultazione sindacale e senza reale disponibilità di spazi in possesso delle caratteristiche previste dalla normativa. Lettera Intersindacale LPI
22.05.2013
L'Intersindacale chiede incontro ai Ministri per rilanciare la sanità pubblica
Sistema a rischio, serve un intervento
E scrive ai partiti per fermare l'iter del decreto che conferma il blocco dei contratti pubblici
La lettera inviata ai Ministri della Salute, Funzione Pubblica, Università e Lavoro - Le organizzazioni sindacali dei medici, veterinari, dirigenti sanitari, tecnici, professionali e amministrativi del Ssn e Federspecializzandi, unite dalla preoccupazione per i problemi che affliggono il Servizio sanitario nazionale pubblico, hanno inviato una lettera, indirizzata ai ministri Beatrice Lorenzin (Salute), Gianpiero D'Alia (Pubblica amministrazione e semplificazione), Maria Chiara Carrozza (Istruzione, università e ricerca) ed Enrico Giovannini (Lavoro e politiche sociali), che affronta le numerose questioni già poste ai governi precedenti, ma che ancora attendono una soluzione accettabile da parte dei lavoratori del settore.
E per quanto riguarda il blocco dei contratti del PI sempre l'intersindacale ha inviato una lettera indirizzata ai partiti per chiedere al Parlamento di fermare l’iter del decreto del ministero dell’Economia all’esame delle Commissioni, e ai capi di tutti gli schieramenti di adoperarsi affinchè sia restituito ai lavoratori pubblici il diritto di contrattare le condizioni del loro lavoro.
20.05.2013
Domani il Ministro Lorenzin illustra il suo programma
Ma risorse per il rinnovo dei contratti non ce ne sono
Il ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, illustrerà il suo programma di Governo alla commissione Igiene e Sanità del Senato martedì 21 maggio alle ore 14,30. Sempre domani 21 maggio la Commissione Bilancio del Senato esaminerà il decreto del Presidente della Repubblica recante regolamento in materia di proroga del blocco della contrattazione e degli automatismi stipendiali per i pubblici dipendenti, per fornire le proprie osservazioni alla Commissione Affari Costituzionali che dovrà a sua volta esprimersi una volta ricevuto il parere della Commissione Bilancio. Ma su questo tema il Ministro P.A. D'Alia si è già espresso: "No risorse per rinnovo contratti,blocco fino a 2014. Possibile proroga per oltre 110mila precari". "Nostro malgrado, non potremo rinnovare i contratti del pubblico impiego, il blocco previsto dal decreto Monti fino al 2014 purtroppo resta", ha spiegato D'Alia ad Italia Oggi. Quanto ai precari nella P.A. "è giusto trovare una soluzione per quei 110 mila lavoratori pubblici precari i cui contratti scadono il prossimo fine luglio e che rischiano di andare tutti a casa", ha aggiunto. I precari "sono un'emergenza a stretta scadenza e con grande realismo dobbiamo occuparcene" e "innanzitutto va superata l'emergenza di luglio, poi si vede cosa realisticamente si può fare. Purtroppo le risorse sono quelle che sono".
12.05.2013
Stato Regioni. Concordato iter per riforma cure primarie
Rinviato atto di indirizzo convenzioni
Fonte: Quotidiano Sanità - 10 maggio - Scadeva oggi il termine dei 180 giorni entro cui le Regioni e i Sindacati dei medici convenzionati avrebbero dovuto sigillare l’implementazione nelle convenzioni delle norme (art.1) della Legge Balduzzi sulla sanità territoriale. Ma la novità non è tanto l’intesa che non si è sottoscritta ma il fatto che Regioni e Governo, in una conferenza Stato-Regioni convocata ieri a sorpresa, hanno deciso di portare avanti la questione in un clima di collaborazione, come del resto aveva già fatto chiaramente intendere il neo ministro della Salute Beatrice Lorenzin nel corso della sua prima uscita pubblica. Quindi, nonostante la legge affidi al Ministero il ‘potere’ di un intervento d’imperio e nonostante gli ultimi mesi di muro contro muro tra enti locali e Governo, il percorso per il potenziamento della sanità territoriale dovrebbe proseguire in un clima collaborativo e di scelte condivise. Del resto i nodi da sciogliere non sono di poco conto, a partire da quello delle risorse, perché se è vero che la ‘Balduzzi’ esplicita che la riforma non debba produrre ulteriori oneri per le casse pubbliche (“le risorse verranno dai risparmi della spending review” era il ‘mantra’ di Balduzzi), è anche vero che le Regioni hanno sempre sottolineato che attuare la normativa in maniera concreta è impensabile con i fondi che scarseggiano e con una spending review che viene bocciata dai giudici e dai conti che non tornano. E poi c’è tutta la partita dell’attuazione in maniera uniforme delle misure previste dalla legge, perché in questi anni ogni Regione ha potenziato il territorio a modo suo. E infine, questione di dettaglio, ma importante, quella sollevata dalla vicenda dei permessi sindacali con la decisione di Regioni e Sisac di non pagare più i medici sostituti. Ma a parte ciò il tentativo sembra quello di riportare le relazioni tra Stato e Regioni in un clima più disteso e da fonti regionali si esprime cauto ottimismo su come procederà la messa a apunto dell'atto di indirizzo una cui prima bozza era già pronta per la conferenze dei Presidenti di ieri, il cui esame è stato per l'appunto rinviato. Ma nella Stato-Regioni di ieri, che ricordiamo è stata preceduta da una Conferenza delle Regioni, è stato siglato l’accordo sul riparto dei fondi destinati al pagamenti dei debiti della Pubblica Amministrazione, come annunciato dal presidente Vasco Errani al termine della Conferenza delle Regioni in cui ha anche esplicitato come gli enti locali abbiano l’intenzione di chiedere “un incontro al governo per rilanciare le relazioni ed una leale collaborazione sulla sanità, sulla crescita e sulle riforme” .
13.05.2013
Bissoni (Agenas), nel 2013 a rischio piano rientro anche Regioni virtuose
E il superticket fa flop, -8,5% per visite ed esami
Fonte: DoctorNews - Nel 2013 «Regioni oggi "virtuose" rischiano di finire in piano di rientro». Il monito arriva dal presidente dell'Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali (Agenas), Giovanni Bissoni. La minaccia era già stata avanzata dal presidente Agenas nei giorni scorsi, quando rilevando il rischio flop dei ticket, aveva sottolineato il possibile tilt per i bilanci di tutte le Regioni, anche quelle virtuose, sulla base del Documento di economia e finanza 2013 (Def). Bissoni ha riproposto l'allarme: «Il 2013 è l'anno più difficile in assoluto per il sistema sanitario nazionale e regioni oggi virtuose rischiano di finire sottopiano di rientro». Se le regioni «riusciranno a garantire il pareggio, lo faranno solo grazie ai bilanci regionali poiché - ha avvertito - il Fondo sanitario nazionale nel 2013 non garantisce più il pareggio». Secondo i bilanci del 2012, ha concluso il presidente Agenas, «potrebbero chiudere il 2013 senza il supporto dei bilanci regionali solamente due regioni». Inoltre l'aumento dei ticket non dà i risultati sperati per le casse pubbliche. Un argomento sostenuto ripetutamente da molti esperti, che ora riceve la conferma dai numeri. Il ticket da dieci euro richiesto al cittadino che ha bisogno di esami e visite specialistici è entrato in vigore nel 2011. Avrebbe dovuto fruttare 834 milioni di euro, o almeno a tanto ammontava la copertura da parte dello Stato. Tuttavia, come ha comunicato Giovanni Bissoni, all'appello mancano almeno 300 milioni, infatti «le entrate sono circa dimezzate», attestandosi tra i 400 e i 500 milioni. Il cosiddetto superticket voluto dal ministro Tremonti, ha avuto l'effetto di provocare una diminuzione delle prestazioni erogate dal Servizio sanitario nazionale: è la prima volta che si verifica e il calo è dell'8,5%. Un'altra conseguenza è la fuga verso un privato che offre in alcuni casi servizi più convenienti rispetto al servizio sanitario pubblico. Forse i nuovi dati indurranno il governo a riflettere sui nuovi rincari dei ticket previsti a partire dal prossimo anno.




